🥩 Sanremo 2026: Il Menù del Butcher. 30 Big (e un Pitony) sotto i ferri!
di Andrea Laganga – Maremma Che Ciccia
Sanremo 2026: Quando la musica finisce sul ceppo. Il pagellone carnivoro dei 30 Big, tra tagli nobili, frattaglie e lo sguardo puntato sul 2027.
Amici del BUTCHER,
Mentre l’Italia intera si piazza sul divano con il telecomando in mano, io non posso fare a meno di guardare il palco dell’Ariston con gli occhi del Butcher. Perché la musica, proprio come la ciccia, è questione di sostanza, fibra e marezzatura.
Quest’anno il Festival ha una lineup che sembra un banco frigo ben assortito: c’è il taglio nobile, quello che scotta, e quello che ha bisogno di una frollatura lunghissima per essere capito. Ecco le mie pagelle audaci (e decisamente poco vegetariane) sui protagonisti di Sanremo 2026.
Ecco il pagellone carnivoro definitivo di Sanremo 2026.
🍖 I TAGLI NOBILI (I Veterani)
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Patty Pravo – Wagyu A5 “Vintage”: Inarrivabile. Una marezzatura di classe che solo il tempo e l’eleganza possono dare. Non si discute, si ammira in silenzio.
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Raf – Filetto in crosta: Un classico che non tradisce mai. Avvolgente, rassicurante, la certezza di chi sa stare a tavola (e sul palco) da una vita.
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Francesco Renga – Chateaubriand: Carne sontuosa, tecnica vocale che è come una cottura perfetta al cuore. Tradizione allo stato puro.
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Malika Ayane – Anatra all’arancia: Raffinata, tecnica, dal gusto agrodolce e internazionale. Non è per tutti, è per palati che cercano la sfumatura.

🔥 LA GRIGLIA “URBAN” (Rap & Co.)
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Luchè – Diaframma di Bufalo: Verace, muscoloso, sapore ferroso che ti resta in bocca. Viene dalla strada (e dal fango) e non chiede scusa a nessuno.
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Nayt – Battuta di Fassona al coltello: Velocità e precisione tecnica. Ogni rima è un taglio netto, chirurgico. Materia prima purissima senza bisogno di condimenti trap.
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Dargen D’Amico – Frattaglie “Gourmet”: Prende quello che gli altri scartano e lo trasforma in un piatto da stella Michelin. Ironico, complesso, imprevedibile.
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J-Ax – American BBQ: Costine in salsa barbecue. Sanno di festa, di birra gelata e di quell’energia che ti fa sporcare le mani senza pensieri.
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Samurai Jay & Sayf – Spiedini Misti: Freschi, estivi, divertenti. Sono il pezzo che accende la griglia quando la serata inizia a farsi seria.
🎸 I TAGLI “ALTERNATIVE” & INDIE
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Bambole di Pezza – Tagliata “Hard Rock”: Carne scottata a fiamma viva. Fuori brucia, dentro è viva e pulsante. Il punk non è mai stato così saporito.
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Chiello – Cuore alla brace: Sensibilità estrema. È un pezzo che richiede coraggio per essere mangiato, ma che ti connette con la parte più ancestrale del gusto.
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Fulminacci – Lampredotto 2.0: Romano nell’anima ma universale. Popolare, intelligente, servito nel panino ma con una salsa verde che sa di genio.
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Maria Antonietta & Colombre – Animelle al miele: Un abbinamento insolito, poetico, delicato. Una di quelle portate che ti fanno riflettere tra un boccone e l’altro.
🎤 IL POP CHE “SCALDA”
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Elettra Lamborghini – Picanha col sale grosso: Energía brasiliana, grasso che scoppietta sulla brace e uno show che ti riempie gli occhi e la pancia.
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Enrico Nigiotti – Bistecca di Chianina: Toscano, sincero, un pezzo di carne che non ha bisogno di trucchi. Solo fuoco e verità.
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Arisa – Midollo osseo: La parte più profonda, grassa e nutriente. Bisogna scavare per arrivarci, ma quando la trovi è pura poesia.
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Levante – Diaframma speziato: Decisa, piccante il giusto, con una fibra che non si spezza mai. Carattere da vendere.
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Tommaso Paradiso – Salsiccia “Romana”: Piace a tutti, fa subito “caciara” e non puoi farne a meno in nessuna scampagnata che si rispetti.
🐣 LE NUOVE LEVE (E le coppie)
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Fedez & Masini – Peposo all’imprunetina: Carne povera che con il pepe (le rime) e il vino rosso (la voce di Masini) diventa un piatto che ti scalda lo stomaco e ti sveglia.
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Tredici Pietro – Carpaccio di Manzo: Giovane, fresco, ma con una genetica importante alle spalle che si sente in ogni fibra.
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LDA & Aka 7even – Polpette della nonna: Confort food allo stato puro. Piacciono ai giovani, rassicurano i grandi, sono la hit della domenica.
🎭 IL BONUS EXTRA: Tony Pitony

Tony Pitony – Carne di “Mistero” al Barbecue (L’Elvis di Siracusa): L’abbiamo visto trionfare nella serata cover con Ditonellapiaga ed è il vero “caso” del Festival. Tony è come quella carne frollata 180 giorni che trovi in una macelleria clandestina: la vedi nera, quasi brutta, ma quando la metti sulla brace sprigiona aromi di un altro pianeta. Irriverente, mascherato, con una voce che sembra burro fuso. È il “quinto quarto” che nessuno si aspettava ma che ha rubato la scena al filetto. Voto: Il Re della Brace.
🎙️ Il Verdetto della Rete: Troppa “cottura” o manca il sale?
Facciamoci un giro tra i tavoli dell’Internet, dove il pubblico non le manda a dire. Il parere dominante?
Questo Sanremo 2026 è sembrato a molti un po’ troppo “ordinato”, quasi crepuscolare.
In rete si legge che, tra un annuncio e l’altro, è mancato quel guizzo, quella polemica che brucia come grasso sulla brace. C’è chi dice che 30 cantanti sono troppi (una grigliata mista dove rischi di non capire più cosa stai mangiando!) e chi sente la mancanza di un po’ di “mordente” vero.
Insomma, il pubblico ha fame di qualcosa di più verace.
E mentre l’Ariston saluta Carlo Conti, sappiamo già chi prenderà in mano il forchettone per il 2027: Stefano De Martino. In Rai è già partito il “passaggio dello scettro” e tra i commenti c’è chi spera in una ventata di freschezza e chi teme l’ennesimo “piatto gourmet” tutto estetica e poca sostanza.
La nostra riflessione?
Che sia Conti o De Martino, per noi di Maremma che Ciccia la regola non cambia: puoi avere il cameriere più bravo del mondo e la sala più bella d’Italia, ma se la carne non è frollata a dovere e la brace non scotta, il cliente non torna.
Noi rimaniamo qui, al nostro bancone, pronti a giudicare se il prossimo anno ci serviranno una fiorentina al sangue o l’ennesimo bollito riscaldato. Perché alla fine, che si tratti di canzoni o di bistecche, l’unica cosa che conta è che ci sia ciccia vera.
E voi? Siete pronti al cambio della guardia o pensate che il segreto sia solo in una buona materia prima?
Ditecelo nei commenti, mentre noi affiliamo i coltelli per la prossima stagione!
Parola del Butcher. 🥩🔥
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In “Maremma Che ciccia”, ci impegniamo a esplorare e condividere queste storie, portando la carne al centro della nostra tavola e della nostra vita. Unisciti a noi in questo viaggio gastronomico e lasciati ispirare dalle infinite possibilità che la carne ha da offrire.
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